
Silybum marianum
Confine, protezione, individualità
Il cardo mariano, con il nome botanico Silybum marianum (L.) GAERTN., appartiene alla famiglia delle Asteracee (Asteraceae). Si tratta di una pianta annuale, raramente biennale, che può sviluppare una forma imponente fino a 2,50 m di altezza. Dopo la germinazione forma inizialmente una radice a fittone e una rosetta aderente al suolo. Da questa rosetta nasce un robusto fusto eretto, che si ramifica circa dalla metà. Sul fusto si trovano le foglie ellittico-lanceolate, segmentate a forma di lobo piumato. Tutte le foglie della pianta presentano diverse particolarità: innanzitutto non sono di un verde puro, come avviene generalmente nelle foglie vegetali, ma mostrano zone prive di clorofilla e perciò “colorate” di bianco. Inoltre, le foglie non sono piatte, come sarebbe tipico, ma sono invece sollevate in modo tridimensionale, mostrando di conseguenza un bordo ondulato. In particolare, il margine fogliare è armato di spine giallastre, molto lunghe e appuntite. Un incontro distratto con il cardo mariano non si dimentica facilmente! Sulle punte dei fusti si trovano i capolini fiorali di colore porpora, a forma ovale, lunghi 4-6 cm, composti esclusivamente da fiori tubolari. Anche gli scapi floreali, che fioriscono da giugno ad agosto, sono dotati di spine pungenti. Dopo la fioritura, quando i frutti della pianta iniziano a maturare, i fiori tubolari si ripiegano, si incollano e formano un tetto sopra i frutti per proteggerli dall’umidità.
Confine, protezione, individualità
La Mariendistel favorisce la capacità di affermarsi in modo adeguato contro lo sfruttamento emotivo e fisico, contro attacchi e manipolazioni. Supporta la tutela della propria personalità rafforzando il confine attivo nei confronti di influenze psichiche dannose.
Occorre considerare che una debolezza della difesa psichica può manifestarsi in modi opposti, sia nell’incapacità di porre limiti e dire di no, sia in un’eccessiva difesa aggressiva. Tale debolezza può provocare un disturbo delle funzioni di disintossicazione e di eliminazione del fegato e quindi essere causa di malattie croniche.
Cardo mariano, Mariendistel
La Cardo mariano preferisce siti caldi e asciutti; proviene dalla regione mediterranea, dove è ampiamente diffusa. In Europa centrale viene coltivata occasionalmente. La Cardo mariano è una personalità vegetale intensa. Con la sua statura imponente e le spine estremamente difensive si fa rispettare e mantiene uomini e animali a distanza di sicurezza.
Con le sue caratteristiche foglie bicolori e resistenti porta il sigillo di un’individualità marcata: non può passare inosservata né essere confusa. Chi ha visto una volta una Cardo mariano non la dimentica più. La segnatura della Cardo mariano esprime chiaramente l’essenza di protezione, delimitazione e individualità. Come molte altre specie di cardo, i capolini e le foglie sono dotati di punte spinose.
La funzione di difesa è tanto perfetta quanto quella di pochi altri cardi. Già al minimo contatto le spine penetrano nella pelle. Sono così affilate, dure e lunghe che ci si può avvicinare alla pianta solo con la massima cautela. Durante la raccolta dei capolini maturi, nonostante l’abbigliamento protettivo, spesso si avverte dolorosamente questa difesa.
Le foglie sono molto solide, lucide e sembrano durevoli come le foglie o le aghi di piante resistenti al freddo. La colorazione caratteristica delle foglie è il segno più sicuro per riconoscere la Cardo mariano. Il verde intenso è attraversato lungo le nervature da una rete di larghe strisce bianche che segnano le nervature.
Così il vero verde della foglia si trova come separato a “isole” all’interno di questa rete di bande bianche. Nelle foglie si distinguono dunque chiaramente zone separate cromaticamente. Il bordo della foglia è inciso all’interno e sollevato ben oltre il piano della foglia, in modo che la circonferenza e il contorno della foglia risultino marcati e accentuati. Una forma più delicata di difesa e protezione si trova all’interno dei capolini.
I fiori tubolari porpora, leggermente appiccicosi, subiscono una sorprendente trasformazione dopo la sfioritura. Il colore cambia dal porpora al blu fino al grigio. Contemporaneamente, i piccoli petali tubolari, partendo dal centro del capolino, si piegano radialmente verso l’esterno e si incollano fra loro. In tal modo formano una copertura impermeabile alla pioggia a protezione dei frutti maturi, che somiglia a un perfetto tetto di paglia conico.
La cardo mariano proviene originariamente dal bacino del Mediterraneo e dall’Asia occidentale ed è oggi diffusa in tutto il mondo. Come pianta rudere cresce su discariche, margini delle strade e terreni incolti. A livello farmaceutico viene coltivata su larga scala nell’Europa dell’Est (Ungheria, Polonia), in Austria e in Germania.
Ceres utilizza i frutti del cardo mariano da coltivazione biologica e Demeter. I frutti vengono raccolti a mano con cura d’estate dopo la maturazione e successivamente essiccati delicatamente.
Il cardo mariano è noto come uno dei rimedi principali per le patologie del fegato e delle vie biliari. Le aree tipiche di applicazione includono disturbi dispeptici e danni epatici tossici. Mal di testa legati al fegato, nausea, disturbi digestivi e varici sono considerati, dal punto di vista della fitoterapia, ambiti d'uso consolidati. Il cardo mariano è impiegato anche in omeopatia per malattie del fegato e della cistifellea. Inoltre, secondo il profilo omeopatico, viene utilizzato in caso di emorroidi e malattie varicose, nonché per reumatismi alla spalla e all'anca. Preparati fitoterapici ottenuti dai frutti del cardo mariano sono impiegati a supporto nelle malattie epatiche cronico-infiammatorie e nella cirrosi epatica. Silybum marianum (L.) GAERTN. è una delle piante medicinali particolarmente approfondite nella ricerca. L’effetto protettivo sulle cellule epatiche si spiega con tre proprietà: stabilizzazione della membrana cellulare epatica, funzione scavenger dei radicali liberi e antiossidante, e accelerazione della rigenerazione delle cellule epatiche. Il cardo mariano possiede quindi il potenziale di contrastare lo stress dovuto a sostanze epatotossiche. Questa proprietà viene sfruttata nell’applicazione della silibinina nelle intossicazioni da fungo velenoso (Amanita phalloides).
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8. Kalbermatten, R. Wesen und Signatur der Heilpflanzen. (AT Verlag, Aarau, Schweiz, 2016).
R. & H. Kalbermatten — «Psyche des Menschen und Signatur der Heilpflanzen»
Appena raccolti, selezionati a mano, macinati al mortaio a temperatura ambiente e maturati per anni. Nessun riscaldamento, nessuna pressione — la forza vitale completa della pianta, preservata.

Il sistema immunitario — uno strumento della forza vitale operativa Il sistema immunitario è molto più di un centro di difesa: nella medicina naturale tradizionale è considerato uno strumento della forza organizzativa — un garante dell'individualità e dell'integrità. Il naturopata Markus Engel mostra come i rimedi spagirici a base di antimonio e le tinture madri Ceres di Echinacea e Cardo mariano rafforzino la capacità di difesa conscia e inconscia.
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Cosa sono le tinture madre vegetali? Le tinture madre, contrassegnate dal nome latino della pianta, sono realizzate principalmente con piante fresche — una differenza essenziale rispetto alle tinture convenzionali, che di solito sono prodotte con piante essiccate.
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